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Rifugiati del Myanmar: carenze nella salute e nella sicurezza ma forte spirito della comunità


Il flusso di Rifugiati dal Myanmar, dopo oltre 4 mesi dallo scoppio della crisi, si è ridotto ma non si arresta: la media degli arrivi è sicuramente in riduzione: da 745 persone al giorno nel mese di novembre alle attuali 100 al giorno. UNHCR ha condotto diverse interviste ai Rifugiati nei campi di Kutupalong, Nayapara e Kerontoli/Chakmarkul al fine di identificare i bisogni e le preoccupazioni più importanti e trovare possibili soluzioni. Sulla base dei risultati della valutazione saranno orientati gli interventi del 2018. I Rifugiati intervistati hanno espresso molte preoccupazioni, tra cui il fatto di non sentirsi sicuri di notte, data la precarietà dei rifugi e la mancanza di illuminazione. L’accesso ai servizi igienici è ancora insufficiente e causa, a volte, lunghe file per usufruire delle latrine. Genitori e bambini vorrebbero accesso all'educazione e spazi più sicuri dove poter giocare. Alcuni bambini devono percorrere lunghi tragitti per andare a prendere l’acqua e la legna da ardere. Il servizio sanitario è uno dei problemi più gravi. E’ di cruciale importanza garantire supporto psicologico per coloro che hanno assistito a uccisioni o hanno subito torture, violenze e abusi. Alcuni Rifugiati hanno riferito che la distribuzione irregolare del cibo e le lunghe attese li hanno portati a soffrire la fame per giorni. Nonostante i problemi e le difficoltà, la valutazione ha evidenziato un forte senso di solidarietà e sostegno reciproco tra i Rifugiati. Esaminando i risultati di questa valutazione, l’UNHCR migliorerà e rinforzerà le sue azioni di protezione e assistenza. L’UNHCR sta potenziando i suoi sistemi di distribuzione e di assistenza diretta a coloro che non sono in grado di muoversi. Sta inoltre fornendo alternative alla legna da ardere per risolvere il problema del lavoro minorile e del deterioramento ambientale. Sono in corso anche interventi igienico sanitari per assicurare una maggiore igiene e fornire più kit sanitari a donne e bambini, per rendere più accessibili le latrine, migliorare i kit per costruire rifugi, installare più luci, offrire percorsi di formazione e istituire un numero maggiore di spazi dedicati ai bambini. Ma per rendere possibile tutto questo i fondi necessari sono tanti e quelli disponibili fortemente insufficienti.

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