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Orfano della guerra in Yemen: la storia di Aws.



Ancora una volta Save the Children richiama la nostra attenzione sullo Yemen.

L’appello che la Onlus rivolge alla comunità internazionale è quello che il porto di Hudaydah rimanga aperto costantemente per permettere l’accesso di cibo e carburante in Yemen dove 8 milioni di persone rischiano di morire di fame. Nel Paese sono 21 milioni le persone che hanno urgente bisogno di aiuto umanitario e protezione - e di questi 11 milioni sono bambini.

Ma i bambini non soffrono solo la fame ma vivono nella costante paura di un attacco aereo: ed è quello che accaduto ad Aws che a due anni ha conosciuto tutti gli orrori della guerra.

Questa la sua storia:

“Aws viveva con i suoi genitori ad Attan, un quartiere nella capitale Sanaa. Una notte, durante un attacco aereo un missile ha colpito la sua casa, uccidendo dieci persone, tra queste i suoi genitori. Poco dopo, alle 3:00 di notte, il nonno Murad ha ricevuto una chiamata nella quale lo informarono che il palazzo dove viveva suo figlio era stato colpito.

Quando arrivò non vide nulla, se non macerie.

Il papà di Aws, Saleem, lavorava come sarto nel suo negozio. Saleem era un uomo di successo e l’unica fonte di guadagno per tutta la famiglia.

Quando Murad, il nonno, ha ricevuto quella chiamata si è precipitato immediatamente sul luogo dell’accaduto e subito ha iniziato la disperata ricerca di suo figlio e la sua famiglia. Quando ha trovato suo figlio sotto le macerie ha iniziato ad urlare in cerca di aiuto. Senza un team di soccorso ci sono volute ore per riuscire ad estrarre i corpi. Era troppo tardi per Saleem e sua moglie che sono stati estratti morti. Miracolosamente, però, Aws con il viso ricoperto di sangue era vivo e respirava. Sono riuscito ad estrarlo in tempo dalle macerie e a portarlo all’ospedale.

Aws, in ospedale, ha ricevuto le cure necessarie per le sue ferite ed abrasioni. Una volta fuori pericolo, Murad e lui sono andati verso Taiz per seppellire i genitori. Avevano lasciato Sanaa a mezzogiorno e, guidando ininterrottamente, hanno raggiunto Taiz a mezzanotte. Prima della guerra il viaggio impiegava solo quattro ore.

Aws ora vive con il suo nonno, le zie e tre zii, tutti disoccupati. Sono poveri e non sono qualificati per riprendere il lavoro del padre di Aws. Ad oggi faticano ad avere ciò che serve per il piccolo Aws.

l team di Save the Children ha visitato l’ospedale dove si sono recati i feriti dell’attacco aereo. Aws è stato uno dei bambini che quel giorno ha perso i suoi genitori. Per questo è stato seguito con un supporto psicologico e contribuito al costo delle sue cure. Murad è stato inoltre supportato nella custodia del bambino per i primi giorni.

Save the Children stima che in Yemen siano 3 milioni le persone che hanno lasciato la propria casa e siano oggi costretti a vivere in campi profughi sovraffollati – 1,6 milioni sono bambini.

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